Le cause dell’inquinamento idrico: come agire?

L’inquinamento idrico rappresenta un grave problema per l’ambiente. Nel corso degli anni l’Europa ha preso provvedimenti per ridurre le emissioni nelle acque. Ne sono un esempio i sistemi fognari, gli impianti di trattamento delle acque reflue e la regolamentazione degli inquinanti provenienti dall’industria e dall’agricoltura. Tuttavia, l’inquinamento idrico non è diminuito di molto, poiché anche i cambiamenti climatici continuano a incidere sulla qualità e sulla disponibilità delle risorse idriche. Infatti, secondo i dati più aggiornati dell’EEA, solo il 44 % delle acque di superficie in Europa raggiunge uno stato ecologico buono.

Le acque europee

Secondo la relazione dell’EEA Marine messages II, attualmente i mari in Europa, dal Baltico al Mediterraneo, sono in cattive condizioni. Nonostante alcuni sviluppi positivi ottenuti grazie alla cooperazione regionale, le attività svolte negli anni e ancora attualmente causano danni irreversibili agli ecosistemi marini. Il problema della contaminazione è causato principalmente dalle sostanze chimiche sintetiche e dai metalli pesanti provenienti da attività umane sia terrestri che marittime. Si nota un problema di contaminazione su larga scala, che va dal 96 % della zona valutata nel Mar Baltico e dal 91 % nel Mar Nero all’87 % nel Mar Mediterraneo e al 75 % dell’Oceano Atlantico Nord-Orientale.

Le attività costiere e marittime, come la pesca, il trasporto marittimo, il turismo, l’acquacoltura e l’estrazione di petrolio e gas, determinano molteplici pressioni sull’ambiente marino. I rifiuti dispersi, come plastica, metalli, cartone si accumulano sulle coste, sui fondali marini e nelle acque di superficie. Inoltre, il trasporto marino causa anche un inquinamento acustico subacqueo che incide negativamente sulla vita marina.

Quali soluzioni adottare?

Eliminare i rifiuti di plastica visibili da fiumi, spiagge e dal mare è possibile! Tuttavia, con il tempo e l’esposizione alla luce solare, questi rifiuti si frammentano in pezzi sempre più piccoli (microplastiche e nanoplastiche). Queste particelle piccole sono difficilmente visibili a occhio nudo e il loro impatto sull’ambiente e sulla nostra salute è ancora poco chiaro. Gli impianti di trattamento delle acque reflue filtrano la maggior parte di queste particelle. Però esse finiscono poi nei fanghi residui spesso dispersi sul territorio e vengono trasportate nelle acque dalle precipitazioni.

La Direttiva quadro sulle acque dell’UE e la Direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino sono dei programmi europei per migliorare la qualità delle acque. Il “Green Deal” europeo propone, ad esempio, una strategia “dal produttore al consumatore”. In particolare, intende ridurre in agricoltura l’uso di pesticidi chimici, di antibiotici e di fertilizzanti nell’ambiente.

Per quanto riguarda l’uso della plastica si pensa di “trasformare la modalità di progettazione, produzione, utilizzo e riciclo dei prodotti nell’UE”. Inoltre, già ora alcuni prodotti precedentemente realizzati in plastica, possano essere prodotti a partire da cellulosa ottenuta da carta riciclata, tessuti, piante o alghe. Anche se si spera che cambino sempre più anche le abitudini dei consumatori.

I possibili ostacoli al cambiamento

Come affermato in precedenza, in Europa sono state adottate misure per consentire la raccolta e il trattamento delle acque reflue. Inoltre, il trattamento delle acque e la riduzione delle dispersioni di azoto e fosforo provenienti dall’agricoltura hanno notevolmente migliorato la qualità delle acque.

Tuttavia, uno dei problemi centrali è che l’impegno delle industrie è necessario. Le imprese che intendono cambiare il tipo di produzione necessitano di investimenti sostanziali. Infatti, per adattarsi ai cambiamenti climatici e usare nuovi impianti per le acque reflue sono necessarie molte risorse. Per molte imprese questo rappresenta il maggior ostacolo per attuare un cambiamento a favore dell’ambiente marittimo.

Fonti: https://www.eea.europa.eu/it/segnali/segnali-2020/articles/garantire-acque-pulite-per-le

https://ec.europa.eu/environment/pubs/pdf/factsheets/wfd/it.pdf

https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=LEGISSUM%3Al28164

https://www.eea.europa.eu/publications/marine-messages-2

Foto da Pixabay

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