Le auto elettriche subiscono una crisi in California

In California, l’acquisto di auto elettriche sta subendo una crisi notevole. Questo perché secondo uno studio della University of California, circa il 19% degli acquirenti ha deciso di ritornare ad utilizzare auto con motore termico.

Problemi legati all’autonomia e alle fasi di ricarica sono al centro di questo cambiamento. Ma una delle difficoltà più rilevanti per gli utenti delle auto elettriche è la tensione negli impianti domestici. Infatti, in California le prese delle abitazioni (classificate di livello 1) sono insufficienti, così come nei parcheggi dei posti di lavoro. Le colonnine di ricarica pubblica potrebbero essere una soluzione, ma gli utenti non le utilizzano, perché la sosta alle stazioni di servizio è, di solito, molto breve.

Veicoli elettrici e problemi ambientali

In California, a causa dei vasti incendi che si sono sviluppati, c’è stata una sospensione dell’erogazione dell’energia elettrica da parte dei principali fornitori. Le auto elettriche in questo caso hanno subito grandi svantaggi. Per questo motivo, molti produttori di auto elettriche, come Tesla o Audi, hanno deciso di aiutare i propri clienti installando vari Powerpacks (serbatoi di energia).

auto elettriche

Inoltre, Audi ha messo a disposizione dei suoi clienti di auto elettriche, delle auto con motori tradizionali da noleggiare gratuitamente per sette giorni. Questa situazione ha fatto molto riflettere, anche perché i guasti elettrici possono essere molto frequenti e in aggiunta le stazioni di ricarica non sono numerose. Per questo motivo in California, molti utenti stanno rivalutando le auto con motore termico. Oltre a ciò, in quest’ultimo periodo di grande caldo, la California ha raggiunto picchi di 54 gradi. Queste temperature molto alte stanno provocando molti danni sia alle persone che all’ambiente, per cui si cercano possibili soluzioni per limitare i danni. Per evitare una sovralimentazione energetica, Tesla ha chiesto ai clienti di limitare le ricariche delle vetture nelle ore di punta (tra le 16:00 e le 21:00).

Il rischio blackout è causato dalle auto elettriche?

Secondo alcuni sondaggi, le auto elettriche contribuirebbero ad aumentare lo stress sulla rete elettrica, per cui il rischio blackout è molto alto. Il California System Operator ha dichiarato di aver chiesto ad alcune aziende di interrompere l’erogazione in caso di blackout, perché la domanda di elettricità continua a salire. Oltre a Tesla, anche gli operatori della rete elettrica statale hanno chiesto ai cittadini di evitare di ricaricare i veicoli elettrici nelle ore di maggiore consumo. In questo modo si allevierebbe la pressione sulla rete.

Nonostante i problemi di sovralimentazione, le auto elettriche continuano ad essere una delle soluzioni migliori per ridurre le emissioni in California. Il Paese, infatti, pensa di sostituire tutti i veicoli a gas e diesel entro il 2035. Nel frattempo, però, si cercano nuove strategie per migliorare le proprietà dei veicoli elettrici e creare nuove stazioni di ricarica. Già nel 2020, il presidente della California Gavin Newsom ha richiesto una legge per ridurre e in seguito bloccare le vendite di auto a benzina. Entro il 2035 i veicoli per trasporto passeggeri dovranno essere 100% elettrici ed entro il 2045 tutti i mezzi pesanti non elettrici saranno fuori mercato. Questa però, resta soltanto un’idea, infatti attualmente i veicoli elettrici in California sono solo una piccola percentuale del totale dei veicoli registrati nello Stato.

Lo scenario italiano

Stiamo cercando di immaginare lo scenario italiano. Senza centrali nucleari, senza centrali a carbone o altri combustibili fossili che vuole arrivare a sostituire tutto il parco macchine attualmente circolante con auto elettriche. Beh, lo scenario è sicuramente molto imbarazzante e quasi apocalittico rispetto all’attuale situazione in California. Ricordiamoci che in Italia su circa 60Mln di abitanti ci sono almeno 40Mln di autovetture e mezzi circolanti seppure vecchi. Come vorremmo affrontare il problema? In un normale condominio di una cinquantina di appartamenti dovrebbero essere presenti almeno altrettante colonnine per ricarica che dovrebbero erogare ognuna 20Kw/h. Questa quantità corrisponderebbe solo per quel condominio a 1000KW/h, una potenza che sicuramente la rete di distribuzione. La rete di produzione attuale italiana non potrebbe mai reggere!

La nostra proposta è quella di non partire sempre per delle crociate ma cercare un giusto compromesso, investendo maggiormente su infrastrutture NECESSARIE. Ad esempio, la rete ferroviaria e tutti i servizi di trasporto pubblico locale. Ma anche servizi di coworking su scala cittadina di quartiere per limitare tutti gli spostamenti che ogni giorno mettono in ginocchio le nostre città. Questo servirebbe a formare una maggiore consapevolezza della limitatezza delle risorse energetiche e alimentari che ormai stiamo consumando con una voracità eccessiva ed impressionante.

Fonti: https://www.ansa.it

https://www.cnn.com

Foto: https://www.istockphoto.com/it

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