Inquinamento indoor e asma: un problema crescente

Secondo uno studio pubblicato dall’ Environmental Health Journal, l’inquinamento atmosferico può essere uno dei fattori scatenanti delle più severe forme d’asma. Un tempo si trattava di una malattia rara, ma oggi sono circa 300 milioni le persone che ne soffrono, soprattutto nel periodo dell’infanzia, infatti, negli Stati Uniti, quasi 25 milioni di persone sono affetti da questa malattia polmonare, di cui 5.5 milioni sono bambini.

A tal proposito, i ricercatori del NIEHS (National Institute of Environmental Health Sciences- Istituto Nazionale di Scienze della Salute Ambientale), che sostengono la ricerca sull’asma e studiano le relazioni tra l’ambiente e il sistema immunitario dei soggetti, affermano che la presenza di ambienti scolastici sani sia necessaria per ridurre il rischio di asma e che gli allergeni usati per la disinfestazione da ratti nelle scuole possono aumentare i sintomi dell’asma e ridurre la funzione polmonare dei bambini.

L’influenza della qualità dell’aria esterna

Migliorare la qualità dell’aria degli ambienti indoor è un problema complesso, correlato a molteplici fattori. Nell’aria degli ambienti chiusi, infatti, sono presenti diversi tipi di inquinanti che provengono dall’aria esterna, oltre che dalle attività degli “occupanti” e dallo stato di manutenzione degli edifici. Pertanto, vari aspetti della qualità dell’aria interna possono essere influenzati dalle condizioni microclimatiche quali temperatura e umidità, che mutano continuamente nel tempo, anche a causa delle variazioni climatiche.

A tal proposito, nel 2009, sono state pubblicate dalla World Health Organization le WHO guidelines for indoor air quality: dampness and mould che offrono una descrizione generale dei rischi per la salute correlati alla presenza di umidità e muffe negli edifici, spesso causate dalle frequenti piogge, e che forniscono una serie di indicazioni fondamentali per la loro individuazione e prevenzione.

Quali altre linee guida per migliorare l’IAQ?

La World Health Organization ha proposto le linee guida del 2010 WHO guidelines for indoor air quality: selected pollutants che definiscono i limiti per alcuni inquinanti indoor, come benzene, NO2, formaldeide, IPA (soprattutto benzo[a]pirene), CO, naftalene, radon, tricloroetilene e tetracloroetilene. Queste indicazioni hanno lo scopo di aiutare a prevenire i rischi di una cattiva qualità dell’aria, indicando quali sono i prodotti e materiali che mettono maggiormente a rischio la salute.

Inoltre, anche il Ministero della Salute ha pubblicato documenti di indirizzo tecnico volti a migliorare l’IAQ (indoor air quality) nel territorio italiano.  Uno di questi è l’accordo del 18 novembre 2010 Linee di indirizzo per la prevenzione nelle scuole dei fattori di rischio indoor per allergie ed asma (GU del 13 gennaio 2011, SG n. 9), un’iniziativa finalizzata a delineare un programma integrato di interventi per garantire ambienti scolastici sani per tutto il personale scolastico, per la salute respiratoria di tutti gli alunni/studenti e, soprattutto, per i bambini allergici e asmatici, per i quali sono necessarie misure precauzionali e regole igienico- sanitarie più stringenti.

Le iniziative proposte dal Ministero della Salute

Secondo il Ministero della Salute è necessario un costante monitoraggio delle concentrazioni di inquinanti e delle emissioni in atmosfera, per risanare la qualità dell’aria. Questo monitoraggio dovrà essere incrementato nei pressi di scuole e ospedali dell’intero territorio nazionale. Inoltre, verranno definite delle misure “premianti” (misure economiche o di detrazione fiscale) rivolte sia agli enti locali sia ai privati, per sostenere la corretta gestione e manutenzione delle aree e strutture maggiormente frequentate dalle fasce di popolazione più vulnerabili.

Sono presenti, inoltre, norme emanate dai Comuni, nell’ambito del Regolamento di Igiene e Sanità, che fissano i parametri di salubrità delle abitazioni e degli abitati in genere. Queste norme individuano anche varie raccomandazioni obbligatorie relative alla ventilazione, alla presenza delle canne fumarie, alla volumetria degli alloggi, ecc. Ormai da diversi anni, sono in corso una serie di iniziative che mirano ad aumentare l’efficienza energetica degli edifici (riscaldamento, raffrescamento, riduzioni sprechi, ecc.), spesso con una scarsa attenzione alla ventilazione dell’aria. Pertanto, è importante sviluppare specifiche attività per prevenire i potenziali effetti negativi sull’IAQ a seguito delle modifiche energetiche negli edifici.

Fonti: https://www.niehs.nih.gov/health/topics/conditions/asthma/index.cfm

https://airqualitynews.com/2021/04/14/air-pollution-is-a-likely-cause-of-the-most-severe-asthma/

https://www.epicentro.iss.it/asma/

http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_EventiStampa_564_3_fileAllegatoIntervista.pdf

https://www.who.int/airpollution/guidelines/dampness-mould/en/

https://www.euro.who.int/__data/assets/pdf_file/0009/128169/e94535.pdf

Foto da Pixabay

Foto di Genaro Servin da Pexels

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