Il Green Computing per ridurre l’impatto del digitale

Per ridurre l’impatto causato dalla trasformazione digitale, gli esperti hanno pensato a un possibile rimedio, ovvero il Green Computing.

Questo concetto, tradotto letteralmente con “Informatica Verde”, è una nuova informatica ecologicamente sostenibile. La disciplina punta alla realizzazione e all’utilizzo di strumenti tecnologici più ecologici o con un impatto tecnologico molto basso.

L’idea nasce intorno agli anni ’90, con l’iniziativa Energy Star dell’Environmental Protection Agency, per ridurre il consumo di gas serra da parte delle centrali elettriche. L’agenzia americana propose di applicare un’etichettatura per certificare l’efficienza energetica dei dispositivi tecnologici per controllare l’inquinamento.

Come implementare la disciplina

Nelle aziende basterebbe un consumo minore di energia, partendo da un utilizzo più corretto dei dispositivi. Inoltre, anche la progettazione, la realizzazione e lo smaltimento di strumenti a basso consumo energetico porterebbero dei benefici ambientali. Si parla infatti di quattro fattori principali su cui la Green IT si basa: green design, green manufacturing, green use e green disposal.

Le aziende potrebbero scegliere hardware più duraturi ed ecologici, ma anche strutture più moderne e sistemi di cloud hosting. Inoltre, il lavoro da remoto e le videoconferenze ridurrebbero l’inquinamento dato dagli spostamenti, ma anche la riduzione del cartaceo sarebbe un buon inizio.

Naturalmente, per essere efficace, il Green Computing dovrebbe avere conseguenze positive non solo per l’azienda (in termini di riduzione dei costi), ma anche per i clienti. Anche i singoli utilizzatori possono contribuire a mettere in pratica questo nuovo approccio. Un’idea sarebbe quella di impostare la modalità “stand-by” sui device non utilizzati, oppure di archiviare i dati in modalità offline e non tramite backup online. Ma anche la riduzione delle stampe o la scelta di font che necessitano meno inchiostro potrebbero essere una soluzione.

Le aziende che prediligono la Green IT

Nel marzo 2021, ventisei aziende di tutto il mondo hanno aderito alla European Green Digital Coalition. Si tratta di una dichiarazione di impegno ad investire nello sviluppo e nella diffusione di servizi digitali più verdi ed efficienti. Inoltre, queste aziende intendono sviluppare strumenti per misurare l’impatto delle tecnologie sull’ambiente e collaborare con ONG ed esperti per attuare la trasformazione digitale “green”. I vantaggi di questa dichiarazione riguarderebbero non solo l’ambiente, ma anche l’economia dei paesi.

Secondo una ricerca dell’Osservatorio Innovazione Digitale nelle PMI del Politecnico di Milano, le imprese digitalmente più mature sono le più attente alla questione ambientale. Però, secondo le analisi, in Italia solo il 34% delle piccole e medie imprese è considerato “digitally mature”. Quindi, sono ancora molte le aziende che mancano di innovazione digitale e quelle orientate al progresso, ma non ancora pronte ad attuarlo.

In generale, solo il 30% delle imprese italiane ha investito per produrre in modo sostenibile e il 28% ha acquistato strumenti più ecologici. Invece, una più piccola percentuale di imprese ha soltanto apportato cambiamenti sulla sede di lavoro.

Fonti: https://www.pccube.com/green-computing

https://www.ansa.it/ansa2030/notizie/lavoro_sviluppo

https://www.ansa.it/sito/notizie/economia

Foto: www.istock.com

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