Green business o marketing? Dubbi sui grandi rivenditori

Molte multinazionali, in linea con il concetto di green business, hanno mostrato grande attenzione verso il tema della sostenibilità. Tuttavia, secondo il rapporto Shady Ships: Retail Giants Pollute Communities and Climate with Fossil-Fueled Ocean Shipping, pubblicato dalla Stand.earth e dalla Pacific Environment, sono ancora numerose le aziende che contribuiscono all’inquinamento climatico. Madeline Rose, direttrice della campagna climatica per Pacific Environment, ha affermato: «Le principali società di vendita al dettaglio sono direttamente responsabili dell’aria sporca. Questo fa ammalare i nostri giovani di asma e porta a migliaia di morti premature all’anno nelle città portuali».

Tra queste aziende, Amazon e Ikea, solo nel 2019, hanno generato un livello di inquinamento climatico pari a quello prodotto da 1,5 milioni di appartamenti. Questo accade perché i più grandi rivenditori al mondo fanno affidamento sulla produzione all’estero e sulle spedizioni transoceaniche alimentate da combustibili fossili. In questo modo continuano a produrre e a vendere mantenendo invariati i prezzi della merce. Tuttavia, secondo un sondaggio svolto dalla Pacific Environment, il 74% dei consumatori preferisce acquistare presso aziende che utilizzano metodi sostenibili per spedire la merce. Quindi, se l’utilizzo di metodi più green comportasse un aumento dei prezzi, questo non ridurrebbe le vendite, ma otterrebbe il risultato contrario!

Le difficoltà del modello sostenibile

Attualmente, molte aziende hanno già deciso di utilizzare soluzioni meno inquinanti per la produzione e il trasporto dei propri prodotti. Ad esempio, Maersk, (grande linea internazionale di container), ha affermato che circa la metà dei suoi clienti ha fissato l’obiettivo “zero emissioni di carbonio”. È un passo importante, anche se è molto difficile controllare le operazioni di trasporto della merce. Infatti, verificare tutti i viaggi effettuati dai franchising e dalle società di comodo con nomi diversi rispetto alle aziende principali è complesso.

La pandemia ha peggiorato la già problematica situazione, a causa delle merci acquistate online. Attualmente, oltre 50 mila navi mercantili trasportano circa l’80% del commercio globale, che raggiungerà il 130% nel 2050. Nonostante i dati, molte aziende sostengono di seguire un modello di business green e di impegnarsi attivamente per ridurre il proprio impatto sull’ambiente.

Cos’è davvero il green business?

Il modello di business green implica un impegno totale dell’azienda verso la tutela ambientale. Ogni aspetto e tutti gli stakeholder devono essere considerati e adattati al modello. I processi produttivi, la logistica, la gestione dei punti vendita e il marketing devono essere in linea con l’idea di sostenibilità. Sono molte le aziende che non riescono ad attuare un modello completamente sostenibile, ma cercano di ridurre al massimo l’inquinamento ambientale. Aziende come Apple, Ikea e Amazon hanno sviluppato varie iniziative per raggiungere l’obiettivo, ma le ricerche sul loro impatto ambientale suscitano molti interrogativi.

Ikea ha recentemente pubblicato una campagna pubblicitaria che celebra coloro che ogni giorno si impegnano per la causa green. Il messaggio principale è che dalla collaborazione si può ottenere un grande risultato, ovvero rendere il pianeta più pulito. L’importanza di modificare le proprie abitudini e i piccoli gesti sono capisaldi delle campagne green. Ma, d’altro canto, sono proprio queste multinazionali che inquinano maggiormente l’ambiente. A questo punto, la domanda sorge spontanea: sono iniziative volte al cambiamento o scelte di marketing?

Il modello Unilever

Un modello da seguire è quello della multinazionale Unilever, che già nel 2010 ha lanciato un piano di business sostenibile, l’Unilever Sustainable Living Plan. In undici anni l’obiettivo è sempre stato di offrire prodotti che migliorassero la vita dei clienti, ma senza influire negativamente sull’ambiente. «Non crediamo ci sia un conflitto tra sostenibilità e crescita redditizia. Siamo convinti che il percorso sia quello giusto, per noi e per il mondo», afferma il presidente del gruppo Paul Polman. Per questo motivo, Unilever ha proposto nel 2020 il progetto Unilever Compass, una nuova strategia integrata per raggiungere obiettivi sempre più ambiziosi. Tra questi c’è la volontà di migliorare il benessere del pianeta, la salute, la fiducia e il benessere delle persone, adattandosi alle nuove necessità della società.

Ad esempio, Unilever ha proposto l’iniziativa Future Food che alletta i consumatori e induce ad adottare un’alimentazione più sana e a ridurre così l’impatto ambientale. Inoltre, i brand della multinazionale si impegnano a ridurre sprechi e inquinamento, trovando soluzioni alternative per gli imballaggi e per i rifiuti provenienti dalle fabbriche. In questo modo, Unilever mostra un modello funzionante di green business e dimostra che la sostenibilità non ostacola lo sviluppo di un’azienda, ma ne costituisce un punto di forza.

Fonti: https://it.mashable.com/6045/amazon-ikea-report-inquinamento

https://www.unilever.com/Images/unilever-sustainable-living-plan_tcm244-409855_en.pdf

Foto: https://www.istockphoto.com

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