Gli effetti delle tecnologie digitali sull’ambiente

Attualmente il mondo fa molto affidamento sulle tecnologie digitali, ma è importante considerare che queste ha un impatto ambientale. Naturalmente gli effetti delle tecnologie digitali sull’ambiente sono sicuramente meno gravi rispetto a quelli provocati da settori più grandi, come i trasporti e l’industria. Tuttavia, i recenti sviluppi volti a rendere il settore dell’ICT (Information and Communications Technology) sempre più efficiente, non garantiscono che le sue emissioni rimarranno relativamente basse anche in futuro. Questo accade perché oggi la società fa sempre più affidamento agli strumenti digitali, sia per uso personale che per lavoro.

George Kamiya, analista dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA) di Parigi, durante un Podcast proposto da Ressouces Radio sull’impatto del digitale sull’ambiente, ha affermato che le tecnologie digitali consumeranno sempre più energia. Queste avranno un sempre maggior impatto ambientale, anche perché attività ad alta intensità di dati, come l’estrazione di Bitcoin, guadagnano sempre più terreno. Secondo il giornale Nature Climate Change, inoltre, le emissioni di Bitcoin da sole potrebbero spingere il riscaldamento globale sopra i due gradi Celsius nei prossimi anni. Anche se è importante sottolineare che, gran parte dell’estrazione di Bitcoin avviene in Cina, una regione del mondo in cui si ha una produzione di energie rinnovabili in eccesso.

Da cosa dipende il dispendio di energia?

Sono tre le principali aree interessate, quando si parla energia nel settore ICT: i data center, le reti di trasmissione dati e i dispositivi. Nei data center, server che vengono utilizzati per elaborare, organizzare, proteggere e conservare i dati dei computer e che sono composti da una rete, uno spazio di archiviazione e un server di calcolo, viene utilizzata molta energia, così come in ogni fase del percorso di trasmissione dati.

La quantità di energia consumata durante un’attività online dipende anche dal tipo di apparecchio utilizzato. Se pensiamo al grande flusso multimediale nel campo delle telecomunicazioni, il consumo energetico legato a quest’ultimo dipende dal tipo di apparecchio utilizzato, dalla connessione di rete e la risoluzione trasmessa. Quindi, ad esempio, se guardiamo un film su una TV da 50 pollici, questa consuma circa cento volte più elettricità di uno smartphone. Inoltre, la connessione mobile 4G consumerebbe circa quattro volte più elettricità rispetto alla rete Wi-Fi.

Qual è l’impatto dei dispositivi tecnologici?

I computer, siano desktop o laptop, gli smartphone, i tablet e tutti i dispositivi del settore telecomunicazioni, come tutti i dispositivi ICT, grandi o piccoli, individuali o collettivi, usati in cloud o in locale, hanno effetti sull’ambiente, in termini di riscaldamento globale, inquinamento e depauperamento delle risorse limitate, come alcuni minerali.

Costruire un dispositivo ICT richiede una notevole quantità di combustibili fossili, materiali (anche tossici), minerali rari, acqua. Nell’estrazione delle materie prime per la fabbricazione dei componenti, si ha un grande impatto ambientale che comporta anche un consistente utilizzo di energia elettrica. Ma dobbiamo anche considerare che questi dispositivi finali vengono poi imballati e trasportati per lunghe distanze. Quindi, prima di iniziare a impiegare una grande quantità di energia per il loro funzionamento, già la produzione e distribuzione degli stessi provoca effetti dannosi all’ambiente.

Inoltre, anche lo smaltimento di tali dispositivi, nel momento in cui questi non funzionano più, è molto dannoso dal punto di vista ambientale. Si parla di RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), e secondo la Commissione Europea sono la tipologia di rifiuti in più rapida crescita in Europa.

Questo accade perché quando un dispositivo non può essere riparato, quando una batteria non può essere restituita o quando il software non è più supportato, tendiamo a non preoccuparci di come riciclare l’apparecchio, infatti solo il 35% dei rifiuti elettronici viene riciclato in media.

In Italia, la raccolta di tale tipologia di rifiuti è migliorata sensibilmente, infatti nel 2019 sono state 146.019 le tonnellate di rifiuti tecnologici (principalmente tv e monitor) gestite dalle 2.300 aziende del Consorzio Remedia, con un incremento del 17% rispetto al 2018 (124.818 tonnellate). Tuttavia, è necessario ulteriore impegno per migliorare l’attuale situazione.

Fonti: https://www.resources.org/resources-radio/environmental-impacts-digital-technologies-george-kamiya/

https://www.nonsoloambiente.it/impatto-ambientale-della-tecnologia-alle-stelle-il-lato-oscuro-dellera-digitale

https://www.nature.com/nclimate/

Foto da Pexels

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