Gli inquinanti dell'aria

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Le sostanze considerate inquinanti nell'aria e come sono normate

Le normative vigenti si occupano di regolamentare alcune delle sostanze considerate come inquinanti nell’aria a partire dal Dlgs. 155/2010 e successive modificazioni, tra cui il DM 60/02 (Recepimento delle direttive UE concernente i valori limite di qualità dell’aria ambiente per il biossido di zolfo, il biossido di azoto, gli ossidi di azoto, le particelle e il piombo, il benzene ed il monossido di carbonio), il Dlgs. n. 183/2004 (attuazione della direttiva 2002/3/CE relativa all’ozono nell’aria) e il DM 261/2002 (indicazioni per la valutazione della qualità dell’aria ambiente ed elaborazione piani di attuazione relativi).

Quali sono gli inquinanti dell’aria normati?

Le sostanze prese in esame sono: NO2NOx, SO2COO3PM2.5PM10, BenzeneBenzo(a)pirenePiomboArsenicoCadmioNichel, Mercurio, Precursori dell’ozono.

Le attività di rilevazione e monitoraggio (in gergo “campagna di monitoraggio”) permettono quindi di avere una misura del livello di inquinamento (e quindi della relativa qualità) dell’aria in una data zona dove si effettua il campionamento.

I risultati di questa operazione possono fornire tutta una serie di importanti informazioni quali l’impatto ambientale di una industria o attività lavorativa, l’andamento nel tempo dell’inquinamento dovuto a flussi di traffico o altri eventi periodici, la presenza di eventi eccezionali o di comportamenti illeciti (tipo discariche abusive, sversamento di sostanze tossiche eccetera) e così via.

Come sono monitorate queste sostanze?

Il monitoraggio dei gas quali gli ossidi d’azoto (NOx), l’ozono (O3), eccetera viene effettuato mediante l’utilizzo di apparecchiature specifiche automatiche dette “analizzatori”, solitamente ospitate in centraline di misura fisse (come quelle impiegate dalle autorità e gestite di norma dalle ARPA regionali) o in strutture mobili (tipo il nostro laboratorio mobile montato su un furgone in modo da poter essere spostato in zone diverse per effettuare rilievi ove occorre).

Con cadenza oraria vengono registrati i dati raccolti in automatico dalla strumentazione collegata alle linee di prelievo dell’aria sottoposta a controllo e raccolti per utilizzi successivi – quali la creazione di report specifici, analisi dell’andamento e modificazioni dei livelli medi di inquinamento, impatto di nuove attività o eventi anomali e così via.

Per quanto riguarda le polveri sottili sono analizzate tramite polverimetri, che possono essere dei semplici campionatori passivi che raccolgono le polveri sui loro dischi di campionamento da sottoporre poi ad analisi (speciazione e pesatura) di laboratorio, oppure dei macchinari attivi in grado di fornire dati in continuo (tipo i nefelometri) oppure giornalmente con il valore di “pesatura” calcolato tramite radiazioni beta.

Un altro aspetto da tenere in considerazione, poi, riguarda l’unità di misura degli inquinanti in quanto, di norma, la strumentazione di analisi tende ad operare nel formato “unità per x parti” piuttosto che quello “microgrammi per metro cubo”. Per rendere confrontabile una misurazione fatta in “ppm” o “ppb” (parti per milione, parti per miliardo) basta utilizzare una tabella composti con formule e fattori di conversione che riporti il coefficiente di trasformazione per passare da “ppm” a “ug/m3” e viceversa.

Lo staff della BeLabs è in grado di fornire strumentazione, supporto pre e post-campagna per esigenze di questo tipo, nonchè effettuare tutte le attività di manutenzione ordinaria e straordinaria per tenere le apparecchiature in perfette condizioni.

Potete utilizzare il modulo sottostante per richiedere ulteriori informazioni, preventivi e richieste di collaborazione e consulenza, saremmo lieti di fornirvi adeguate risposte nel più breve tempo possibile.

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